Da Apicio...A ScapeceRicetta di Marco Porcio Catone ( 160 A.C.)

Libum, ovvero pane al formaggio, in uso nell’ Antica Roma

Trita in un mortaio 1 Kg di formaggio di pecora; dopo averlo ben tritato, aggiungerai circa 250 gr di farina; aggiungerai un uovo e mescolerai bene. Poi formerai il pane; metterai sotto il pane alcune foglie di alloro; lo cucinerai lentamente su fuoco caldo coprendolo con un coperchio.

Ricetta di Marco Gavio Apicio ( I  sec. D.C.)

Salsa vegetale per pesce fritto

Lava, friggi, ogni pesce con attenzione. Pesta pepe, cumino,semi di coriandolo, radice di silfio, origano e ruta; versa dell’ aceto, aggiungi una carota, miele, vino cotto, olio, liquamen; versa nella pentola e mescola finchè bolle. Quindi spargi sul pesce fritto, cospargi di pepe e servi.

L’ Associazione  Asklepios, da sempre attenta e promotrice. attraverso percorsi didattici e progetti, di una sana, corretta ed equilibrata alimentazione, con una particolare attenzione ai prodotti ed alle tradizioni della nostra terra, consiglia la lettura di questo testo.

“Da Apicio … a Scapece” è un libro che racconta la storia del gusto, delle usanze, della tradizione culinaria in uso nell’ antica Roma ,  di come molte delle nostre ricette regionali moderne, non siano altro che l’ evoluzione di preparazioni millenarie.  Scritto da Anna Abbate, archeologa napoletana,  promotrice ed organizzatrice di percorsi volti a valorizzare il patrimonio storico ed archeologico del territorio napoletano, il testo, è la prova del ruolo fondamentale che da sempre svolge il cibo nella storia dell’ uomo ed indica anche la strada di una corretta ed equilibrata alimentazione, prendendo spunto dalle numerose ricette sia antiche che moderne, minuziosamente riportate. Il titolo del libro è un elogio a Marco Gavio Apicio e a tutte le ricette denominate alla scapece, che da lui prendono il nome, diffuse tutt’oggi in Italia e in varie parti del mondo. Quello di Apicio è un ricettario complesso e fantasioso che ha fatto scuola per secoli ed è giunto fino a noi con piccole varianti nelle cucine regionali: tipici lo scapece di Vasto (pezzi di pesce conservati in aceto), lo scapece di Gallipoli (pesciolini conservati nel pane grattugiato insaporito con aceto e zafferano), gli scapeci (o scabecciu, raschipece, ecc.) di verdure, soprattutto zucchine, marinate con aceto e aromi (Campania, Basilicata, Calabria, Liguria). Infine prende il nome di “scapece” dal latino esca Apicii (cibo di Apicio) la seguente ricetta: per conservare pesci fritti, al momento in cui si friggono e si levano, siano cosparsi di aceto caldo. Nel volume sono contenute numerose ricette originali del “De re coquinaria” e ricette di pesci e verdure alla scapece sia della moderna cucina italiana e internazionale, nonchè di dolci. Formato 13×19 cm – Cucito filo refe – Pagine 148 – € 15,00 – EAN: 9788888623917. Edito da Valtrende editore, si puoì acquistare in tutte le librerie o sul sito della casa editrice.